Sissa, Giuseppe (Ferrara (FE), 1909 novembre 27 - Mantova (MN), 1995 febbraio 26)

Giuseppe Sissa

Altre denominazioni: Peppo Sissa [firma], Fisicus [pseudonimo], Uno di noi [pseudonimo]

Laureato in fisica con specializzazione in metallografia, pubblicista, ricercatore storico sull'Oltrepò mantovano e Matilde di Canossa, imprenditore e scrittore.

Giuseppe nasce a Ferrara il 27 novembre 1909 da una famiglia agiata di origini mantovane stabilitasi a Pegognaga. Il padre Guido Sissa è tenente colonnello e la madre Clelia Sissa (in Sissa) proviene da una famiglia di notai e avvocati.
Primo dei fratelli Paolo (1911-1928), Ugo (1913-1980) e Giulio (1920-1954), nel 1924 si trasferisce a Verona al Collegio Bertoni e poi a Mantova per concludere gli studi superiori al liceo scientifico Belfiore nel 1928.
Nello stesso anno si iscrive al Partito fascista italiano (Pfi) e inizia il percorso universitario alla Facoltà di Ingegneria del Collegio Ghislieri di Pavia, per poi passare a quella di fisica nel 1929 a seguito di un incidente motociclistico che gli causa la perdita di un piede e l'assenza dai corsi per un lungo periodo.
Durante gli studi universitari e in particolare durante la convalescenza si appassiona alla scrittura giornalistica e dal 1931 al 1933 pubblica per «Voce di Mantova» articoli di divulgazione scientifica, costume, recensioni di spettacoli ed eventi culturali.
Nel 1933 si laurea con la tesi sperimentale L'occlusione dell'idrogeno da parte dei metalli e ricopre l'incarico di assistente volontario all’Istituto di Metallurgia e Miniere del Politecnico di Milano.
Nel 1934-1935 grazie alla militanza nei Gruppi universitari fascisti partecipa ai Littorali della cultura con un soggetto cinematografico e si appassiona al cinema riuscendo a pubblicare alcuni articoli in «Libro e moschetto».
Nel 1935 si trasferisce a Berlino per frequentare i corsi di metallografia alla Technische Hochschule e grazie a tale esperienza ottiene, nel 1936, l'assunzione presso i laboratori delle acciaierie Falck di Sesto San Giovanni.
In quegli anni aderisce all'Associazione nazionale fascista fra gli industriali metallurgici italiani che finanzia le riviste specializzate «Metallurgia italiana» e «Alluminio» a cui collabora fino al 1936.
Dal 1937 al 1947 si dedica con costanza alla scrittura di racconti, novelle, commedie teatrali, romanzi brevi, soggetti cinematografici ottenendo per alcuni la pubblicazione e dei riconoscimenti: nel 1938 il primo premio per novelle inedite dei concorsi di «Voce di Mantova» (con Il sonno nello specchio) e «Tre frecce..!» (con Il ragazzo e la strada), nel 1942 l'editore Guanda pubblica la sua raccolta di novelle Il sole sul lago, nel 1946 escono per «Domenica del corriere» Foschi presagi per l’umanità o pacifici adattamenti? e L’infedele immaginario.
La carriera di pubblicista si consolida nel 1947 grazie alla collaborazione con «Popolo». Fino al 1953 i suoi interventi su temi scientifici proseguono in «Il popolo trentino», «Sicilia del popolo», «Giornale di Brescia» e «Fiera letteraria».
Nel 1952 la pubblicazione dell'articolo Un'autentica cittadella l'abbazia di San Benedetto in «Gazzetta di Mantova» segna l'inizio di una nuovo filone giornalistico: l'approfondimento storico e la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e turistico del mantovano che porta avanti assieme alla letteratura fino agli anni Ottanta.
Nel 1957 Citem pubblica Piccole storie per domani, una raccolta di storie di stampo filosofico.
Nel 1959 si dedica all'attività imprenditoriale di socio fondatore della Edilfer, una società per il commercio di materiali ferrosi che negli anni successivi estenderà la sua attività a Pegognaga con la costruzione del complesso Fornace Ca’ Rossa.
Negli anni Sessanta la sua fama di pubblicista e ricercatore storico si amplia notevolmente, in particolare è grazie agli approfondimenti sul tema relativo a Matilde di Canossa che partecipa a numerosi convegni e manifestazioni sul tema; per citarne alcuni fra i più rilevanti: nel 1963 il I° Convegno di studi matildici con L'azione della contessa Matilde in Mantova e nel suo contado, nel 1970 il II° convegno con Sulla natura dei beni in Pegognaga donati alla contessa Matilde all'abbazia di Polirone, nel 1972 il Convegno di Studi organizzato dalla città di Mantova con la collaborazione dell'Accademia virgiliana nel V centenario della basilica di Sant'Andrea e della morte di Leon Battista Alberti con I rapporti della contessa Matilde di Canossa con Mantova temperati dalla presenza del preziosissimo sangue?, nel 1978 la manifestazione svoltasi a Reggiolo e patrocinata dalla Deputazione di Storia Patria delle Antiche Province Modenesi con Dove morì Matilde di Canossa?
In questi anni ottiene numerose nomine, riconoscimenti e adesioni ad associazioni, club ed istituti.
Nei primi anni Sessanta diventa socio del Rotary club di Mantova (lo nominano delegato e poi presidente della commissione per la gioventù nel 1964).
Nel 1964 è nominato Ispettore Onorario ai monumenti e antichità di alcuni comuni mantovani (fino al 1971).
Nel 1965 riceve la medaglia d'oro di Benemerito di Mantova nel campo della cultura e dell’industria ed è nominato consigliere dell'associazione Amici di Mantova.
Nel 1966 è membro del Comitato tecnico scientifico dell'Associazione industriali di Mantova per la realizzazione della collana di monografie sulle testimonianze storico-artistiche del territorio mantovano e associato all'Istituto italiano dei Castelli di Roma.
Nel 1967 è membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente provinciale per il turismo di Mantova.
Nel 1970 si iscrive all'Istituto di storia dell'arte lombarda e diventa consigliere dell'Ente manifestazioni mantovane in rappresentanza dell’Associazione industriali di Mantova.
Nel 1972 è socio deputato della Società storica lombarda.
Nel 1975 è Accademico ordinario della classe di scienze sociali dell’Accademia virgiliana di Mantova di cui ne diventa presidente dal 1985 al 1990.
Le collaborazioni con riviste storiche e mantovane si intensificano a partire dal 1967, anno in cui «Civiltà mantovana» pubblica il suo primo saggio Sul corso del Crostolo nell'Oltrepò mantovano al tempo della contessa Matilde e proseguirà la collaborazione fino al 1988.
Negli anni successivi i suoi interventi si ravvisano periodicamente anche in «Mantova» (1971-1978) e «Quadrante padano» (1981-1989) e occasionalmente in «Vie d'Italia» (1953), «Mantova nostra» (1957), «Historia» (1961), «Realtà nuova» (1966), «Gonzaga e la sua fiera millenaria» (1967) e «Marina romea» (1989).
Negli anni Settanta focalizza la sua attenzione sulla ricerca di fonti documentarie in archivi e biblioteche mentre sta rivedendo gli appunti degli anni Cinquanta sulla storia locale di Pegognaga e Gonzaga.
Nel 1976 prende corpo il progetto editoriale della monografia Storia di Pegognaga e nel 1979 esce per l’Accademia Virgiliana di Mantova la prima edizione (ampliata nella seconda edizione del 1980 e pubblicata postuma nel 1999 per l’Amministrazione Comunale di Pegognaga).
Nel 1980 si delinea la monografia Storia di Gonzaga che esce nel 1983 per l’Accademia Virgiliana di Mantova.
Nel 1982 in occasione del IX centenario esce La Chiesa di S. Lorenzo in Pegognaga in cui è presente un suo contributo.
Il 25 febbraio 1995 si spegne a Mantova .

Funzioni e occupazioni

  • Fisico [specializzato in metallografia]

Complessi archivistici

Soggetti produttori

  • (collegato a) Sissa, Ugo 1913 maggio 3 - 1980 settembre 17
  • (collegato a) Sissa, Giulio 1920 settembre 22 - 1954 marzo 12
  • Inserimento dati: Silvia Spadoni (archivista)